Ark.inU Architecture

Londra 10×10 2014.

 

 

Derek Draper

Eva Jiricna

Matthew Lloyd

Bill Hanway

John Burrell

Mike Oades

Una delle iniziative più significative degli ultimi tempi si è appena conclusa con la sua edizione 2014. Si tratta della 10×10 della Article 25 un ente benefico dedicato allo sviluppo di architettura nel terzo mondo. La 10×10 consiste in una vendita per raccogliere fondi di disegni fatti dai più grandi architetti e artisti. La città di Londra viene divisa in una griglia regolare e viene chiesto agli architetti di illustrare la parte selezionata. In questa edizione la griglia è stata centrata sulla nuova icona londinese, lo Shard di piano.

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Ark.inU Design

Airbnb, nuova immagine.

Qualche mese fa Airbnb la grande piattaforma di affitto di immobili di vacanza sta andando alla grandissima e ha deciso in un rinnovamento dell’immagine della compagnia partendo dal logo. Il nuovo logo che si chiama Bélo, che suona bene in diverse lingue, e che riunisce quattro fattori fondamentali: Persone, Luoghi, Amore e Airbnb. Il risultato è un logo che somiglia ad un cuore rovesciato. Questo nuovo simbolo non è stato digerito subito da tutti, anzi, le polemiche si sogno moltiplicate. Tanti gli insoddisfatti che tanti i goliardici che associano il logo ad un paio di natiche. A noi che innanzi tutto piace capire come funzionano e come nascono le cose ci vediamo il video di presentazione del logo, prima di farci idee e pregiudizi. Il processo creativo è chiaro, il prodotto è ben fatto. Designstudio è uno delle agenzie di comunicazione più promettenti del momento e il loro lavoro certamente non è da novellini.  Lasciatemi dire che irritano molto, sebbene siano esilaranti certe reazioni. Le persone sono sempre pronte a criticare senza prendersi nemmeno l’onere di comprendere e porsi in condizione di capire il cambiamento. E’ molto più semplice criticare ciecamente che comprendere le ragioni di un progetto. Questo tipo di reazioni noi le subiamo continuamente, dai compagnia di università ai colleghi di lavoro, vige sempre un principio di inerzia per i nuovi prodotti, ma molto spesso basterebbe mettere in modo il cervello prima della bocca.

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Ark.inU Architecture

A Gehry non piace la vostra faccia ne quello che fate.

© EFE

Frank Gehry ha sempre avuto un caratterino non da poco e ha sempre detto quello che più gli passava per la testa. Forse ha preso così tante critiche, e così tanti elogi, che in uno spirito caritatevole verso il prossimo ha deciso di “mandarci a quel paese” tutti. Si sa, noi siamo persone accorate che non hanno paura di espirare quello che sentono, un architetto è un costruttore di emozioni ecco, e ogni tanto vengono esternate. Gehry ha dichiarato a El Mundo che l’architettura di oggi al “98% è pura me*da”.

“Lasciate che vi dica una cosa. In questo mondo in cui viviamo, il 98 per cento di tutto ciò che è costruito e progettato oggi è me*da pura. Non c’è alcun senso del design, senza alcun rispetto per l’umanità o per qualsiasi altra cosa. Si tratta di edifici maledetti e il gioco è fatto.”

“Una volta ogni tanto, però, c’è un piccolo gruppo di persone che fa qualcosa di speciale. Molto pochi. Ma buon Dio, lasciaci in pace! Ci siamo dedicati al nostro lavoro. Non chiedo un lavoro. Non ho un pubblicista. Io non sono in attesa per chiunque voglia me. Io lavoro con i clienti che rispettano l’arte dell’architettura. Pertanto, si prega di non fare domande stupide come quella. “

Si ecco Gehry certe cose le può dire forse, ma fa sempre un po’ rabbia sentirglielo dire… è vero lui si è fatto da solo… ma non so quanto corretto sia prendersela con le nuove generazioni che cercano di fare lo stesso oggi… in un momento incredibilmente più difficile rispetto a quello in cui si è formato lui. E’ vero… c’è tanta me*da in giro, ma finché la riconosciamo ci sono ancora speranze.

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Ark.inU Video

London in a Day.

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Cavalcando l’onda lunga di Thomas Jullien il nostro italianissimo Lorenzo Antico dice la sua con il proprio instagram-movie “London in a day”. La capacità di trovare punti di vista comuni su di un unico argomento è una delle caratteristiche di Instagram, semplicemente cercando una tag possiamo trovare altre migliaia di persone che hanno fotografato quello che abbiamo visto anche noi, così l’idea di creare un archivio di queste cose e farne un video dal ritmo coinvolgente è senza dubbio azzeccata. Lorenzo ha voluto ritrarre Londra attraverso Instagram dal punto di vista dei turisti, quindi mostrandoci le classiche cose londinesi. Il risultato è divertente e travolgente e noi che amiamo i luoghi e i viaggi non potevamo non diffonderlo! Seguite Lorenzo su Instagram: @lor4nt.

London in a day – INSTAGRAM from Lorenzo Antico on Vimeo.

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Ark.inU Architecture, Ark.inU Contests

1715 Idee fanno un record.

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Nel caso vi siate mai posti il quesito se esistono record in architettura, la risposta è certamente si, ma questo forse è un record che pochi si aspettavano. La città di Helsinki accoglierà a breve una nuova sede del Guggenheim, ormai una sorta di franchise museale. E’ stato indetto un concorso di design pubblico che ha ricevuto 1715 entrate, il che ne fa il concorso con più proposte della storia dell’architettura. Nel sito allestito per il progetto del nuovo museo possiamo visionare tutte le proposte una per una. Possiamo dare la nostra preferenza e creare una shortlist personale dei progetti che secondo noi dovrebbero essere valutati. Mostrarveli tutti sarebbe improponibile quindi se avete del tempo vi consigliamo di spulciarli voi stessi! Questa è certamente una pietra miliare, magari la qualità degli elaborati non sarà sempre uniforme ma senza dubbio dimostra che il mondo, come dice Baratta, ha desiderio di architettura.

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Ark.inU Music, Ark.inU News

Pharrell Williams e Zaha Hadid.

Fra tutte le possibile collaborazioni che Pharrell potesse inventarsi questa è senza dubbio la più inattesa! Il Pharrell, produttore, rapper, cantante, ma soprattutto eclettico, appassionato di tutto ciò che è artistisco ha avuto una conversazione con una delle figure più emblematiche dell’architettura contemporanea, Miss Hadid. L’idea è quella di creare una casa prefabbricata, non si sa per cosa… ma dopo il suo libro Places and Spaces I’ve Been, Pharrell ha sviluppato il desiderio di gettarsi anche nel mondo dell’architettura a quanto pare.

Pharrell Williams: Beh, caso vuole che tu sia il mio architetto preferito.

Zaha Hadid: Oh, grazie mille!

PW: E stilista preferito, amo tutto quello che fai.

ZH: Beh, dobbiamo fare qualcosa insieme, Pharrell.

PW: Oh per favore, mi piacerebbe, anzi lo adorerei. Anche le scarpe che hai progettato per Melissa. Quelle erano incredibili.

ZH: Sì, sono carine, ben sai lavoriamo duro. Lavoriamo molto duro sul nostro, diciamo repertorio. In tutti questi anni, anche quando era difficile, ci ha ripagato in un certo senso, perché se hai un repertorio, si possono affrontare problemi diversi e quindi penso che sia molto importante.

PW: Con il mio prossimo progetto, dopo la sedia, mi piacerebbe fare una casa prefabbricata, hai mai fatto un prefabbricato?

ZH: No, ma ho fatto strutture temporanee. Quindi penso che il prefabbricato potrebbe essere interessante.

PW: Il ‘trailer’ medio camera singola camera da letto o casa mobile è tra $ 40.000 a $ 70.000, e due camere da letto varia a circa $ 99.000. Dicono che stiamo uscendo dalla recessione, in particolare nel settore delle case.

[...]

ZH: E non tornerà …

PW: … per nulla. Così ho pensato che se facciamo qualcosa che sta tra circa $ 75.000 a $ 100.000 potremmo fare qualcosa di veramente avanzato che potrebbe cambiare le carte in tavola… cogli?

ZH: Si, naturalmente.

PW: Quindi, se vorrai partecipare al progetto, mi piacerebbe parlare con te di fare case prefabbricate.

ZH: Sarebbe molto eccitante.

PW: Prima di tutto, io sono super eccitato!!!. Non ho intenzione di saltare su e giù ora… se no non finiamo più l’intervista. Ma quando avremo finito lo farò … Perché io sono un bambinone!

ZH: [Ride]

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Ark.inU #theneatlog, Ark.inU Info

#THENEATLOG

Eccoci! Da oggi inizia la nostra nuova rubrica partecipativa, ovvero #THENEATLOG. 

ARKINURUBRICHE2014-04

In cosa consiste questa hashtag? Ve lo spieghiamo subito. La nostra intenzione è quella di creare una rubrica partecipativa per cui tutti appunto possono dare il loro contributo. L’idea è questa: lanciare una hashtag che potete usare per condividere qualsiasi cosa che ritenete interessante dal punto di vista del concetto, forma, colore, rumore… odore. Non ci interessa cosa, non avete limiti! Quello che secondo voi vale la pena di essere mostrato e sulla quale si può riflettere e creare qualcosa, è la cosa giusta. Fotografate, scrivete, registrate e postate su qualsiasi social network di vostro piacimento con la hashtag #THENEATLOG. Potete aggiungere la tag a qualsiasi cosa davvero, non esistono limiti e noi di certo non ci scandalizziamo. Il nostro intento è creare un archivio con queste immagini e creare una pagina apposita (o sito) su cui vedere tutto quello che secondo voi è importante e va visto. Parteciperemo anche noi ovviamente e vi invitiamo a diffondere il più possibile questa hashtag! Aiutateci a fare questa raccolta!

#THENEATLOG inizia ora!!!

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Ark.inU Art

Nuovi standard, vecchie immagini.

Titian, Danaë With Eros, 1544

Jean Auguste Dominique Ingres, Grande Odalisque, 1814

Edgar Degas, La Toilette, 1884–86

Raphael, Three Graces, 1504–1505

Paul Gauguin, Two Tahitian Women, 1899

Francisco Goya, Nude Maya, 1797–1800

Sandro Botticelli, Birth of Venus, 1486

Amedeo Modigliani, Nude Sitting on a Divan, 1917

 

Il corpo una mano è una grande macchina che è capace di cambiare in tempi davvero brevissimi, e lo fa naturalmente da quando nasciamo. Nel corso della storia abbiamo capito il valore estetico del corpo umano, e lo standard o i canoni sono cambiati. Come cambierebbe l’immagine della donna nella storia e nell’arte se traslassimo il canone di bellezza attuale ai giorni nostri? Se lo è chiesto Takepart, nella figura di Lauren Wade, che ha realizzato una serie di gif che ci mostrano come sia cambiata l’idea del corpo, specialmente quello femminile.

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Ark.inU Art, Ark.inU Design

Pagare con il colore.

La Norvegia nella figura della Banca centrale norvegese ha compiuto una delle operazioni di comunicazione più significative a memoria d’uomo. Le banconote cambiano in continuazione in tutto il mondo, vedi il restyling dei nostri euro che stanno prendendo pian piano piede, ma quello che ha fatto la Norvegia è andare oltre, un salto enorme verso una immagine completamente nuova. Dopo un concorso a cui hanno partecipato 7 progettisti tra cui hanno trionfato Snøhetta e The metric system. I due design elaborati saranno adottati entrambi sui due fronti delle banconote. La scelta è ardita il concetto di The metric system si basa sulla rappresentazione dei confini della nazione, mentre Snøhetta ha “pixelato” la grafica delle vecchie banconote con il risultato di avere un color-blocking. Le nuove banconote Norvegesi sono davvero un ottimo esempio di comunicazione di massa evoluta. Un ottimo lavoro.

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Ark.inU Art, Ark.inU Design

Tredici sedie per l’ultima cena.

Forse una delle esposizioni più evocative e degli ultimi tempi. Si tratta di “1:13- le trecidi sedie che Leonardo non ha mai dipinto nell’ultima cena”. Tredici diversi designer hanno presentato tredici sedie al Museo di Lissone con questo meraviglioso tema progettuale. Hanno così immaginato di trasfigurare l’apostolo nella seduta. I giovani designer hanno dato forma ad un evento storico di cui non abbiamo nessuna reliquia, fingendo di portare ai giorni nostri un oggetto fondamentale che non vediamo in nessuna rappresentazione dell’ultima cena: la sedia.

Jesù - Alessandro Guerriero

San Bartolomeo - CTRLZAK

San Giacomo Minore - Joe Velluto

Sant’ Andrea - Brian Sironi

Giuda Iscariota - Alberto Biagetti

San Giovanni - Elena Salmistraro

San Tommaso - Lorenzo Damiani

San Filippo - Alessandro Zambelli

San Matteo - Sovrappensiero Design Studio

San Giuda Taddeo - Gumdesign

San Simone - PG Bonsignore

San Pietro - Alessandro Marelli

San Giacomo maggiore - Ghigos Ideas

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