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La bandiera del Mondo.

Certo il problema sussiste. Quale dovrebbe essere il simbolo del Pianeta terra? Ci servirà in futuro! Quando saremo in grado di colonizzare altri pianeti non potremmo mica metterci la bandiera Americana o Russa… Eh no! Ci vuole la bandiera del Pianeta Terra! Ad immaginare il logo della terra è Oskar Pernefeldt, designer svedese (mannaggia i pescetti). La bandiera “flag of Earth” è ovviamente blu, in onore del nostro colore dominante e reca in intricato fiore composto da 7 cerchi collegati fra loro che simboleggiano la vita sul pianeta. Speriamo che questo lavoro vada virale e che scuota molte coscienze.

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Ark.inU Art

Bistro in Vitro.

Tanto per non perdere il punto della situazione… Parliamo di cibo giusto? Koert Mensvoort, artista olandese, ha aperto un ristorante virtuale e concettuale in cui vengono serviti piatti di carne, che sarebbero possibili solo se questa carne fosse sintetica, ovvero cresciuta in laboratorio, scenario assolutamente possibile per il futuro. Bistro in Vitro è una ipotesi interessante, ma certamente sconvolgente ora come ora, che può anche disgustare, ma si tratta sempre e comunque di arte, quindi per ora leggiamola in questa veste.

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Ark.inU Design

Tesla cambia tutto.

Giovedì scorso, 7 Maggio 2015, Tesla (aka Elon Musk) ha annunciato l’intenzione di espandere le applicazioni delle sue batterie per auto per alimentare gli edifici. Fermi tutti. Avete capito? Rileggete ancora qualche volta quell’ultima frase perchè potrebbe essere che stiamo assistendo ad un cambiamento storico epocale. Prendiamoci del tempo per assimilare. Le unità a parete sono integrate nella rete elettrica locale, ma possono anche permettere all’utente di staccarsi completamene dalla rete elettrica ed essere completamente autonomo. Le imprese e le residenze potrebbero utilizzare, le batterie agli ioni di litio, per garantire una corrente costante, dato che sappiamo bene che il Sole sebbene sia sempre li, non è sfruttabile costantemente. Le batterie forniranno un alimentazione di back-up di energia elettrica, che potrebbe ridurre la quantità di energia che deve essere acquistata fino ad azzerarla. “Powerwall“, la versione residenziale, avrà un costo di soli $ 3.000!!!!!!!!!!!!!! (scusate i punti esclamativi ma di nuovo, pensate a cosa vuol dire…) …. per 7 chilowattora di energia e 3.500 dollari per 10 kilowattora, il che equivale a circa un terzo di quello che la famiglia media statunitense consuma quotidianamente!!!!!! (scusate) Questi prezzi non includono i costi di installazione o di un inverter di potenza, ma sono assolutamente sostenibili. I clienti possono prenotare il loro Powerwall Adesso consegna a partire dall’estate ed udite udine… sono giù esauriti!!! in meno di 4 giorni!!!!!!!! (pardon). Tesla venderà anche una più ampia serie di batterie per le imprese e le utility chiamata “Powerpack”, che potrebbe essere utilizzato per immagazzinare energia da pannelli solari, mulini a vento e altre fonti durante le ore di punta da utilizzare durante le ore di picco della domanda. Il prezzo del Powerpack non è stato ancora annunciato, ma con 2 migliardi di queste unità il mondo sarebbe COMPLETAMENTE libero dai combustibili fossili e tutto il globo userebbe energia sostenibile!!! Smaltire le batterie? Si, ma si possono riciclare! Immaginate come questa tecnologia possa evolvere il modo in cui abbiamo vissuto sino ad oggi… Non posso contenere l’entusiasmo… non posso…

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AUR01.

Inizia oggi il ciclo di incontri organizzato dall’Università degli Studi di Udine e da AAUD, Associazione Alumni Architettura, dedicato alla rigenerazione Urbana. La rigenerazione urbana è tante cose diverse. Con gli incontri dedicati a “L’architettura della rigenerazione urbana”, intendiamo proporre un confronto su una delle retoriche più praticate dell’attuale dibattito sulla città e l’architettura. Dopo la stagione degli anni ’80 e ‘90 con il recupero delle grandi aree dismesse, oggi il “vuoto” si configura in maniera diffusa, molecolare, frammentata. La rigenerazione urbana è uno degli orizzonti della città e del territorio nella crisi. Il progetto di architettura è necessariamente più articolato e inclusivo: coinvolge saperi molto diversi tra loro, raccoglie istanze disparate, “ascolta” i luoghi, muove forme di economia molteplici e fragili. L’architettura si confronta così con programma e strategie diversificati, dovendo necessariamente rivedere alcune delle sue prerogative. L’obiettivo dei 4 incontri è mettere a confronto, ogni volta, lo sguardo di un architetto e di un esperto di politiche e strategie urbane, chiedendo loro di presentare il loro lavoro e, implicitamente, di avviare un dialogo tra progetto di architettura e strategie di rigenerazione urbana. In sostanza si tratta di interrogare chi, a partire dall’architettura, muove verso la rigenerazione urbana e chi, con movimento apparentemente opposto, muove dalla raccolta, dalla analisi e dalla composizione delle forze sociali, economiche e politiche e va verso la trasformazione architettonica.

Ecco gli ospiti e il calendario degli incontri

05 maggio:

Maria Claudia Clemente, Labics

Spazi Indecisi 

Diana Barillari

12 maggio:

Valter Scelsi, Sp10 

PaoloCottino, Kcity 

Moreno Baccichet 

19 maggio:

Paolo Brescia, OBR – Open Building Research

Ileana Toscano, Kallipolis 

Piotr Bronislaw Barbarewicz 

26 maggio:

Stefano Guidarini, Guidarini&Salvadeo 

Ettore Guerriero, A di Città 

LucaTaddio

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Serra in Qatar.

© Nelson Garrido – www.ngphoto.com.pt

Richard Serra è uno dei più famosi Land artist del nostro secolo e la sua ultima opera nel bel mezzo del deserto in Qatar. L’artista ha inserito diverse piastre di acciaio di 14 metri di altezza in un tratto rettilineo di 1 chilometro. Una operazione straordinariamente incisiva che porta il concetto di architettura e arte su un piano così simile e così labile che ci confonde.

© Nelson Garrido – www.ngphoto.com.pt

© Nelson Garrido – www.ngphoto.com.pt

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Ark.inU Events

Expo Milano 2015.

Eh si, sindaco Pisapia ci siamo, “c’e l’abbiamo fatta”, dice lei ma stiamo attenti che non è ancora finito, ci sono ancora sei mesi e anni dopo quelli… Expo è accaduta, finalmente. Dopo anni di lavori, problemi, proteste, crimini… è successo. Ora Milano si presta ad essere diversa, ad accogliere e approfittarsi di milioni di turisti, con prezzi maggiorati negli alberghi e nei ristoranti… ma va bene così!!! Perché chissà quando ci ricapita! Possiamo riprovarci con le Olimpiadi ma sarebbe una forzatura. Siamo stati bravi non si può negare, ora dobbiamo sopportare i prossimi sei mesi di pause caffè, le cene, le ore dei viaggi in macchina passate a parlare di Expo. Ora andiamo a Milano!!! Assaggiamo!!! Ascoltiamo decine di lingue!!! e divertiamoci!!! E godiamocela… vedremo alcuni padiglioni nel dettaglio nelle prossime settimane.

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Ark.inU Art

Font organico.

Fin qui tutto bene no? Un lezioso font colorato e psichedelico, in perfetto trend con la moda del momento giusto? No dai, sapete che non è così… c’è un trucco dietro, altrimenti non staremo qui a perder tempo. Cosa sono queste cose? … forse questo può aiutare…

Non è più un innocuo font vero? Ovviamente non è reale, ma è alquanto inquietante… Si tratta di un opera di Ari Weinkle, artista americano che ha voluto indagare il rapporto tra inorganico e organico e per farlo ha scelto la scrittura e i simboli.

L’opera di chiama “Feelers”, ovvero tipografia animata basata sul movimento degli animali, in questo caso se non lo avete ancora capito, i tentacoli di una piovra.

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Salone e Fuorisalone 2015: cosa ci è piaciuto.

Non è una task semplice questa. Dirvi cosa ci è piaciuto non è facile, al contrario dirvi cosa non ci è piaciuto sarebbe più facile ma controproducente e non interessa a nessuno giusto? Iniziamo col dire che non siamo riusciti a vedere tutti, è davvero impossibile, le cose sono tante e Milano è davvero grande, consideriamo le funzioni corporali e l’alimentazione sporadica, senza contare ovviamente il sacrosanto bisogno di dormire e ti rimane davvero poco tempo per esplorare tutto quello che la Design Week milanese ha da offrire. Ma ci sono cose che si sono piaciute più di altre e ora le snoccioliamo. Partiamo con il Salone, il grande evento commerciale e mediatico, li quest’anno possiamo contare sulle dita di una mano quello che davvero ci è piaciuto tanto. Al primo posto troviamo Arper, il brand italiano ha proposto il sistema Parentesit, e a momenti ci siamo commossi. Un sistema di pannelli fonoassorbenti modulari che più belli non si può, solo questo oggetto bastava per essere contenti e chiudere baracca e burattini fino al prossimo salone, solo questo sistema valeva il biglietto secondo noi. Il progetto è di Lievore Altherr Molina. Continuando in fiera ci sono piaciuti molto Cassina e il suo omaggio a Corbù il che comprende anche il “Teatro Cassina” dove veniva proiettato un film sul rapporto tra l’architetto e il brand. Ci sono piaciuti molto Flos e il suo museo e Vibia con le nuove proposto di Arik Levy. Molto interessante anche Davide Groppi. Passando al Fuori salone abbiamo gradito molto la Memphis che Kartell ha riportato in vita e ci è piaciuto anche l’appartamento Made.com in cui si poteva vedere e toccare con mano i loro prodotti in un contesto normale. Molto suggestiva l’installazione Lexus sui sensi a Tortona, ma spero non abbiate assaggiato le palline verdi… Comprendiamo questo sia un sunto forse eccessivamente stretto, ma riuscire a fare un sunto è davvero difficile e la stanchezza è ancora tanta. Questo è quello che è piaciuto a noi.

 

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Ark.inU Design, Ark.inU Fashion

Adidas, colore puro.

In una nuova collaborazione con l’onnipresente Pharrell Williams, Adidas Originals propone una versione delle sue classiche sneakers. La collezione si chiama Supercolor e si compone di un solo modello di scarpa ma realizzato in 50 colori diversi. Le scarpe, che sembrano pastelli di cera, possono essere acquistate online e in tutti i footlockers al prezzo di 100€ cadauna, il difficile è scegliere quale colore acquistare.

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Ark.inU Architecture, Ark.inU Video

I sei principi della città bella.

Ultimamente le città sorgono come funghi, d’altronde la popolazione è in aumento e ci servono nuovi spazi, ma c’è un modo per fare le cose fatte bene? E non ripetere stupidi errori come in passato? Certo! Basta usare l’intelligenza (e dimenticare mafia e corruzione) e seguire le semplici sei regole per la città bella di School of lifeun bellissimo canale youtube che rimpiazza i libri “for dummies” che insegnavano cose semplici a chi non le sapeva. Ecco quindi le sei regole da seguire secondo School of life per avere una bella città, e sinceramente… hanno molte ragioni, sono un po’ ingenui, ma hanno ragione.

 

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