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Eh.

Il design non è arte. Si certamente questo assunto può essere vero. Ma non posso fare a meno di pormi dei quesiti che trovi difficili da solvere. Possiamo dire che il design non è arte perchè l’arte non è utile in senso pratico, mentre un oggetto per sua natura deve essere utile, deve risolvere qualcosa. Altrimenti lo sappiamo non è design. Il vero design quello che per facilità assumo tale dalle 10 definizioni di Rams, non è nient’altro che qualcosa che solva delle funzioni, connotato da una forte componente estetica. È qui che il dilemma si infittisce per me. L’estetica, è una forte componente sia dell’arte che del design e se il design è l’incrocio, molto banalmente, di tecnica e estetica l’arte è l’incontro tra dialettica ed estetica, perché fondamentalmente l’arte è un messaggio che viene comunicato dall’autore e colto dall’osservatore. Ci insegnano però che il design contiene anche qualità terziarie che si connettono alle emozioni degli esseri umani. Ogni oggetto quindi comunica con il suo fruitore lasciando a questo delle impressioni, delle sensazioni e a volte delle emozioni. Non possiamo negare che questo non sia un valore equivalente all’arte. Se quindi il design provoca le stesse reazioni che provoca una opera d’arte secondo la chimica del nostro cervello sono la stessa cosa. Eppure noi sappiamo che non lo sono. Io credo che non sia facile dare definizioni, l’arte soprattutto è forse una delle cose più criptiche da definire. Mi piace pensare che l’arte sia un messaggio e che il design sia in grado di portare quel messaggio, ma su di un altro livello, forse più alto. Credo quindi che l’arte sia una componente del progetto, di qualsiasi natura esso sia.

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Vulnicura.

Due giorni fa c’è stato un terremoto in Islanda. Figurativo, niente paura. L’artista icona della freddissima isola, Björk, ha rilasciato il suo nono studio album due mesi prima della data stabilita. La motivazione è una sola: leaking. Ultimamente internet è attaccato molto spesso da persone che vogliono mettere in scena la loro abilità con il computer e causare non pochi problemi, non posso negare che per certi versi sia divertente, ma per altri è scocciante. Björk però non l’ha letta diversamente e quanto il suo album è stato messo in rete dagli hacker ha deciso di fare la cosa più sensata che potesse fare e anche artisticamente coerente, ovvero pubblicare l’album nella sua interezza. Diciamo che è una decisione artisticamente coerente perché il nuovo album dell’artista dal titolo “Vulnicura” appunto, racconta le vicende estremamente personali dell’artista riguardo la sua recente separazione dal compagno, quindi il gesto di buttare l’album al mondo è molto simbolico, è senza dubbio una liberazione. La decisione non ha creato pochi problemi all’etichetta “one little indian” di Björk, ma sinceramente chissene dice il saggio, album è stupendo e meglio per noi che possiamo ascoltarlo prima. Un lavoro molto complesso questo, come dicevano il tema è sicuramente molto emozionale e senza dubbio triste. È stato resto con una grande maestria, la solita che contraddistingue la capacità di Björk di rendere i propri lavori così vividi e unici. Il messaggio è chiaro è la storia viene compresa immediatamente, tutto il dolore viene comunicato egregiamente dagli archi presenti per tutta la durata dell’album composto da 10 pezzi di lunghezza anomala e quindi molto consistenti. Molte le collaborazioni eccellenti: innanzi tutto continua la collaborazione per l’immagine e la direzione artistica da parte dello studio parigino M/M che ci occupa dei lavori dell’artista ormai da molto tempo. Per quanto riguarda la musica invece abbiamo la grande collaborazione con il producer Arca, che ha aiutato Björk per la maggior parte del lavoro e la uguale descrive come una delle migliori collaborazioni di sempre. Ha collaborato per “family” anche il produttore Haxan Cloak. Mentre in “Atom Dance” ritorna la particolarissima voce di Antony Hegarty, già collaboratore per i vocal di “The dull fame of desire” in Volta del 2007. Ci è piaciuto molto questo ultimo album e non ha di certo deluso le aspettative. Certamente veniamo da Biophilia che è stato un lavoro lungo 4 anni e ci ha permeato per molto tempo con il suo concept estremamente rigido e potente. E’ stato uno shock cambiare così repentinamente verso in Vulnicura, ma la storia che racconta Björk è degna di attenzione e la quantità e qualità di resa è sensazionale, Björk a 50 anni attraversa un momento molto delicato per un artista ma soprattutto per una persona e grazie alla sua abilità di raccontare e usare il suono come mezzo espressivo è capace di innovarsi, stupire e liberarsi forse. 

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Cosa succede ai Glass?

Ma cosa succede? Possibile che uno si gira due secondi e il mondo va a catafascio? A quanto pare Google sta tramando qualcosa. Vi ricordate i Glass? Il nuovo straordinario prodotto che avrebbe dovuto rivoluzionare la vita di molti? A quanto pare non se ne fa più nulla. Google ha fermato tutto. THE END. Il prodotto non è ancora pronto a quanto pare. I test sono finiti e dopo averci martellati con l’idea di questi meravigliosi occhiali, ora non se ne fa più nulla. I media non hanno parlato d’altro, siamo stati sotterrati da marketing di tutte le forme e colori. Niente. Il prodotto rimane in casa di zio Google ancora per un po’, la compagnia dice che quanto ne ri-uscirà sarà IL prodotto del futuro. Ma perchè Google fa sempre così? Tira sempre il sasso e poi nasconde la mano… Cattivi! Non si fa! Brutta Google! Cattiva!

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Ciao MMM.

Ciao Martin più che altro. La grande casa parigina Maison Martin Margela, la cui Kanye West cita in continuazione nei suoi rap, cambia nome. Infatti il logo di punto in bianco ha perso la seconda M, quella di Martin per l’appunto. Ora la il brand si chiama semplicemente Maison Margela. Beh, direte voi, un re-branding lo fanno tutti prima o poi, si ma questo cambiamento cade proprio in concomitanza con l’arrivo nella maison di John Galliano, ovvero il nuovo direttore creativo, il nuovo boss. Ma il gruppo fantomatico che dirigeva la maison prima dove è finito? mah… Comunque Galliano è con molta probabilità il fautore di questo cambio di identità repentino. Il controverso stilista, cacciato di grand fretta da Dior per quelle battutine razziste che non sono piaciute ora sembra un paziente post riabilitazione con il suo bianco camice margeliano addosso, mentre ringrazia dopo la prima collezione dell’era Galliano. Infatti la casa ha già presentato la sua collezione d’alta moda a Parigi con un considerevole anticipo, tanta voglia di fare insomma. Noi non siamo critici di moda, la sfilata ci è sembrata molto interessante ma c’è sicuramente molto su cui riflettere, è pur vero che che tra la Margela che conosciamo e il Galliano che conosciamo ci sono molte similitudini come mostra Dazed&Confused…. ma forse…. ma forse c’è sempre stato Galliano dietro la facciata della Maison!… forse era tutta una messa inscena finché lo stilista si fosse riabilitato agli occhi del pubblico per poi tornare in grande stile!… misteri solo misteri…

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NIKE Zvezdochka.

Nel 2004 Marc Newson, il novello designer Apple, ha disegnato una delle scarpe più futuristiche di NIKE dopo ovviamente le MAG, quelle di Ritorno al Futuro, che talaltro saranno in vendita quest’anno come giusto che sia. Le Zvezdochka che si chiamano come il cane che nel 1961 venne lanciano in orbita dal programma spaziale russo, stanno tornando, anzi sono giù arrivate! Dal 29 settembre sono acquistabili nei concept store NIKE, i NIKELAB e online. Un oggetto frutto di ricerche tecnologiche nel campo della modellazione, dodici anni fa come oggi, un oggetto cult in bilico tra moda e design a simboleggiare ancora una volta che non esistono differenze quando si parla di buona progettazione.

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ICON: Ordos, la città che non esiste.

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Questa è la storia della città fantasma per eccellenza, anche se nel tempo si sono moltiplicate come funghi, soprattutto in Cina. Non solo città, ma parchi dei divertimenti e centri turistici. Il fenomeno delle Ghost City ci ha sempre affascianto e questa è forse la più famosa del ventesimo secolo. Venti anni fa quando venne scoperto il carbone nel nord della città cinese di Ordos. Questo naturalmente iniziò una corsa all’oro verso quelle terre e la prevista espansione della città fu da record. Un milione di persone avrebbero dovuto trasferirsi a Ordos per lavoro. Una città completamente progettata da zero. Completa di ogni infrastruttura. Eppure mai utilizzata. La bolla immobiliare di Ordos è scoppiata subito, non fatto nemmeno in tempo a crescere. Ora vivono solo 200.000 persone in questa città di nessuno e non vedono l’ora di andarsene. Le strade immense sono vuote e i palazzi sui loro bordi non sono finiti. Tutto funziona pere i pochi che ci vivono, anche l’aeroporto. Ma nessuno lo usa. Non ci sono persone, il che, in un paese come la Cina è davvero ridicolo. Gli investimenti su questo pezzo di campagna sono stati troppo repentini e non sostenibili. Nulla è rientrato agli investitori e quando hanno visto che le perdite erano troppo elevate hanno abbandonato la città così com’era. Ora Ordos comincia a raccogliere cittadini e forse inizia una nuova fase di sviluppo. Lo studio MAD ha realizzato anche un iconico museo, ormai un dei tanti, per la città. Chissà quale sarà la prossima città fantasma forse la nuova Baku che ha da sorgere?

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Ark.inU Design

Il prossimo passo nel solare.

Certamente c’è molta strada ancora da fare. Ma abbiamo detto questo frase per tutte le grandi innovazioni che hanno migliorato la vita delle persone nel corso dei secoli. Certamente sappiamo tutti che i tempi che stiamo vivendo sono critici. Il cambiamento climatico è indubbiamente un serio problema che affligge il Pianeta e qualunque sia la causa, sulla quale non vogliamo discutere, il problema va risolto. Ridurre tutte le emissioni di CO2 e gli sprechi, riciclare, progettare in modo sostenibile ogni cosa e ogni processo è indubbiamente LA soluzione. Certamente non è immediata. Cambiare e convincere le persone è la cosa più difficile, soprattutto chi non vuole ascoltare. Esistono tanti esperimenti e tanti progetti rivolti alla soluzione di questo problema. Oggi ne vediamo uno, che ci auguriamo sia il prossimo passo nel solare. Immaginate che ogni finestra ogni pannello di ogni grattacielo, ogni vetro sia in effetti un pannello solare, che nutre le linee elettrice. Utopia giusto? Si, per ora. Ricercatori americani della XsunsX hanno sviluppato un vetro trasparente al 70% che riesce ad agire tramite nano tecnologie come pannello fotovoltaico. Per ora il pannello ha una efficenza davvero misera dll’1%. Ma la strada è tanta. Dobbiamo iniziare a pensare così, agire così speriamo che tutto cambi per il meglio, molto presto.

 

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Top 10: quando la stampa 3D è una cosa buona.

Questo fenomeno della stampa 3D deve essere letto sotto diverse luci. Senza dubbio può essere un metodo produttivo molto interessante, ma deve essere fatto nel modo corretto, oserei dire etico. Ci vuole infatti un ragionamento sull’etica del progetto. Cosa si può progettare per essere prodotto con stampa 3D? La risposta è semplice all’apparenza: qualcosa che non possiamo produrre con nessun altro metodo, o che richiederebbe un grand lavoro e quindi un grande costo. Effettivamente la chiave è questa. Che senso ha fare mestoli con la stampante 3D se possiamo farli allo stesso costo con altri macchinari? Usare un metodo nuovo come questo ha senso per creare cose che prima non potevamo creare. Ecco quindi 10 esempi di come nel 2014 la stampa 3D è stata usata intelligentemente.

10 – Dolci – perchè non stampare della gelatina o della glassa? Immagina le possibilità!

 

9 – Strumenti musicali – forse nasceranno nuovi strumenti! Come questo delle nacchere da dita.

 

8 – Penna 3D – un boom virale attorno questo nuovo oggetto. Una penna che permette di scrivere e disegnare nella terza dimensione, “scolpire”.

 

7 – “Foto per ciechi” – la stampante ricrea in 3D le foto così che possano essere toccate dai non vedenti.

 

6 – Moda – sconfinate possibilità si aprono nel campo della moda.

Una foto pubblicata da Noa Raviv (@noa_raviv) in data:

 

5 – Case – certo! perchè no? E’ solo questione di tempo!

4 – Sex toys – di nuovo…  IMMAGINA LE POSSIBILITA’ (vedi EVA di cui avevamo parlato).

 

3 – Protesi per animali  - (non piangere non piangere non piangere).

 

2 – Cuore – quando potremo stampare organi il Mondo cambierà per sempre, questo è un cuore che serve al medico per l’analisi dell’operazione ma speriamo che in futuro si possano stampare tessuti viventi.

 

1 – Protesi – l’utilizzo più nobile della stampa 3D è questo e sta evolvendo sempre più velocemente.

 

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1000.

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Eccoci! Arrivati! Non sarà una gran cosa per la maggior parte dei blogger ma per noi è un traguardo e siamo davvero felici di esserci arrivati! Abbiamo lavorato tanto cercando sempre di offrire una interpretazione fresca sotto il nostro punto di vista di tutto quel groviglio che è il mondo della progettazione oggi. E’ un po’ un compleanno è un po’ un anniversario siamo felici che ci siano sempre più persone che ci seguono e speriamo di poter fare sempre di più, cercare di diventare una voce. Noi andiamo avanti così, abbiamo ancora tantissime idee da realizzare. Verso 1001…

Il team di Ark.inU

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