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Vacanza nella fontana.

Sta arrivando il caldo vero, quello che non ti lascia dormire e ti fa appiccicare alla sedia. Per combattere la calura molti si avvicinano all’acqua ma non è una soluzione agibile per tutti. Così le fontane cittadine possono essere un buon pretesto per cercare del refrigerio. LIKEarchitects ha pensato che però queste fontane non sono attrezzate per accogliere i “bagnanti” serve un intervento! “Fountain hack” è una iniziativa divertente ed ironica, a Guimarães in Portogallo,  che sfrutta le fontane e le allestisce con sdrai e ombrelloni.

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Ark.inU Art

Ora Google sa disegnare.

La grande Google sta lavorando da tempo sull’intelligenza artificiale e alcuni passi avanti sono stati fatti. Tra questi ora possiamo annoverare il fatto che Google in persona, o meglio in algoritmo, ha imparato a disegnare. Da tempo infatti Google è capace di riconoscere immagini che gli utenti caricano, ed ora è in grado anche di generarle mescolano insieme tutte le immagini che riesce a trovare su un determinato argomento. La cosa però è parecchio strana perché quando sa cosa sta cercando va tutto bene, ma quando cerca cose più articolate tutto diventa molto più strano… decisamente strano… La ricerca per “cielo” per esempio risulta molto singolare… quantità di piccioni inquietanti compaiono fusi con le nuvole.

L’urlo di Munch sembra un labrador… e questa vista amena sembra un incubo.

L’albero rosa venuto dall’inferno e il cavaliere foca.

 

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La casa che tutti vogliono.

Tham & Videgårdche neanche a dirlo sono svedesi, hanno pensato a una cosa… si sono chiesti: Riusciamo a progettare una casa che tutti vogliono (il tutti è relativo alla Svezia per ora)?… la risposta è ovviamente si e per farlo hanno usato un sistema informatico per elaborare le ricerche fatte da milioni di utenti su un sito di immobili. Una volta raccolti questi dati sono stati elaborati appunto e sono state individuate le caratteristiche che gli utenti vogliono per la loro casa. Così gli architetti si sono messi a lavoro, con lo scopo di progettare una casa pre-fabbricata che avesse tutte queste peculiarità, ed il risultato è questo:

Questa casetta è quello che la gente vuole, una cucina molto luminosa a doppia altezza, un soggiorno confortevole grandi finestre, una bagno dalle linee essenziali e una terrazza da usare tutto l’anno. La cosa meravigliosa di questo progetto è ovviamente la ricerca. Magari sono in realtà pochi quelli che vorrebbero comprare una casa così, ma il processo di design è senza dubbio innovativo e notevole. Che dite, vediamo questa casa? Toglietevi le scarpe!

 

 

 

 

 

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Ark.inU Design

Lago intelligente.

Lago si butta a capofitto nel campo del IOT (internet of things), progettando la prima serie di quella che definisce “talking furniture” ovvero mobili che parlano… tramite uno smartphone ovviamente, altrimenti sarebbe molto strano e dovremmo fare dei controlli medici. Lago ha integrato un chip NFC nei mobili che possono essere interrogati da smartphone dotati da antenne NFC per l’appunto. I mobili potranno contenere informazioni ma soprattutto fornire contenuti unici, immaginiamo un tavolo da pranzo che offre idee per il dolce del dopocena o un mobile da bagno che ti spiega gli ultimi trend sul trucco… Utile? Ancora non lo sappiamo! Ma avete idea di quante cose che usiamo oggi erano ritenute inutili quando sono state proposte? Un plauso a Lago la ricerca continua!

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Ark.inU Art

Lui ha vinto la lotteria.

neringark.com

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E’ una notizia recente che il governo lituano a deciso di re introduttore il servizio militare per i ragazzi. In 37000 sono stati chiamati, in età compresa tra i 19 e i 26 anni. La fotografa Neringa Rekasiute ha deciso di immortalare i visi dei giovani ragazzi lituani che hanno appreso la notizia. I ragazzi sono ritratti piangenti, a dimostrare che non sono nella natura del maschio l’aggressività e la guerra e che i tempi sono cambiati.

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Il prato di Alexandra.

Chi di noi segue le sfilate avrà sicuramente avuto modo di restare incantato dalla presentazione della collezione Primavera-Estate 2015 dello stilista olandese Dries Van Noten, il quale ha immerso il pubblico in una scenografia composta da un tappeto di Alexandra Kehayoglou, designer e artista argentina che crea tappeti con texture esagerate che in qualche modo ricalcano elementi naturali. Ecco dunque che questo tappeto-prato ben si presta per la collezione “boho-hippie-chic” dello stilista, il tutto accompagnato dalla musica di Oscar & The Wolf, mixata con versi di uccelli, che fa molto primavera… La sfilata si chiusa con le modelle che invece di fare la solita uscita finale, si sono sdraiate su questo prato-tappeto in vero stile woodstockiano. Il tappeto della sfilata è in mostra a Belino con altre opere dell’artista.

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Ark.inU Design, Ark.inU Fashion

Il futuro della moda: Electroloom.

Certamente il futuro non sarà quello che immaginiamo noi oggi, però inutile dire che il futuro si sta formando oggi. Electroloom è forse uno di quei punti di partenza che cambierà tutto. Abbiamo visto come Tesla voglia cambiare il modo in cui alimentiamo le nostre cose di corrente elettrica, ora vediamo come potremo cambiare completamente il concetto di fabbricazione tessile e a cosa questo può portare. Electroloom è la prima stampante 3D di fibre tessili che può creare un abito da zero.  Marcus Foley, Aaron Rowley e Joseph White, come tanti, creano la loro startup e cominciano a lavorare su un progetto innovativo. E’ chiaro che vedremo sempre di più cose come queste, ma è anche vero che non possiamo non restare estasiati ogni singola volta. Electroloom spruzza una soluzione, misto tra cotone e poliestere, che tramite un processo elettro magnetico si aggrega e il risultato è un elemento finito, una maglietta nel caso del prototipo. L’idea è sensazionale può cambiare davvero molto… rivoluzionare completamente il modo in cui ci vestiamo. Perderemo conoscenze, il cucito, per acquisirne altre, il design di questi elementi da stampare. Affascinante, forza ragazzi.

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La bandiera del Mondo.

Certo il problema sussiste. Quale dovrebbe essere il simbolo del Pianeta terra? Ci servirà in futuro! Quando saremo in grado di colonizzare altri pianeti non potremmo mica metterci la bandiera Americana o Russa… Eh no! Ci vuole la bandiera del Pianeta Terra! Ad immaginare il logo della terra è Oskar Pernefeldt, designer svedese (mannaggia i pescetti). La bandiera “flag of Earth” è ovviamente blu, in onore del nostro colore dominante e reca in intricato fiore composto da 7 cerchi collegati fra loro che simboleggiano la vita sul pianeta. Speriamo che questo lavoro vada virale e che scuota molte coscienze.

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Ark.inU Art

Bistro in Vitro.

Tanto per non perdere il punto della situazione… Parliamo di cibo giusto? Koert Mensvoort, artista olandese, ha aperto un ristorante virtuale e concettuale in cui vengono serviti piatti di carne, che sarebbero possibili solo se questa carne fosse sintetica, ovvero cresciuta in laboratorio, scenario assolutamente possibile per il futuro. Bistro in Vitro è una ipotesi interessante, ma certamente sconvolgente ora come ora, che può anche disgustare, ma si tratta sempre e comunque di arte, quindi per ora leggiamola in questa veste.

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Ark.inU Design

Tesla cambia tutto.

Giovedì scorso, 7 Maggio 2015, Tesla (aka Elon Musk) ha annunciato l’intenzione di espandere le applicazioni delle sue batterie per auto per alimentare gli edifici. Fermi tutti. Avete capito? Rileggete ancora qualche volta quell’ultima frase perchè potrebbe essere che stiamo assistendo ad un cambiamento storico epocale. Prendiamoci del tempo per assimilare. Le unità a parete sono integrate nella rete elettrica locale, ma possono anche permettere all’utente di staccarsi completamene dalla rete elettrica ed essere completamente autonomo. Le imprese e le residenze potrebbero utilizzare, le batterie agli ioni di litio, per garantire una corrente costante, dato che sappiamo bene che il Sole sebbene sia sempre li, non è sfruttabile costantemente. Le batterie forniranno un alimentazione di back-up di energia elettrica, che potrebbe ridurre la quantità di energia che deve essere acquistata fino ad azzerarla. “Powerwall“, la versione residenziale, avrà un costo di soli $ 3.000!!!!!!!!!!!!!! (scusate i punti esclamativi ma di nuovo, pensate a cosa vuol dire…) …. per 7 chilowattora di energia e 3.500 dollari per 10 kilowattora, il che equivale a circa un terzo di quello che la famiglia media statunitense consuma quotidianamente!!!!!! (scusate) Questi prezzi non includono i costi di installazione o di un inverter di potenza, ma sono assolutamente sostenibili. I clienti possono prenotare il loro Powerwall Adesso consegna a partire dall’estate ed udite udine… sono giù esauriti!!! in meno di 4 giorni!!!!!!!! (pardon). Tesla venderà anche una più ampia serie di batterie per le imprese e le utility chiamata “Powerpack”, che potrebbe essere utilizzato per immagazzinare energia da pannelli solari, mulini a vento e altre fonti durante le ore di punta da utilizzare durante le ore di picco della domanda. Il prezzo del Powerpack non è stato ancora annunciato, ma con 2 migliardi di queste unità il mondo sarebbe COMPLETAMENTE libero dai combustibili fossili e tutto il globo userebbe energia sostenibile!!! Smaltire le batterie? Si, ma si possono riciclare! Immaginate come questa tecnologia possa evolvere il modo in cui abbiamo vissuto sino ad oggi… Non posso contenere l’entusiasmo… non posso…

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