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Un pavimento di tazzine.

© Takumi Ota

Siamo in Giappone, ma non sarebbe nemmeno da dirlo, a Nagasaki per la precisione. Yusuke Seki, designer specializzato in retail ha ripensato lo showroom della Maruhiro, produttrice di ceramiche sensazionali. Sappiamo bene quanto sia importante la ceramica Giapponese, una delle migliori al mondo. L’idea è quindi di trasmettere questo concetto e per farlo il progettista ha creato una vera e propria pedana di tazzine, piatti e ciotole, tutti accatastati e riempiti di cemento. L’effetto è insolito e strappa un sorriso come la maggior parte dei design giapponesi. L’idea di instabilità e di fragilità è constatata dai grossi tavoli monolitici, e tutto risulta estremamente solido e durevole, come le ceramiche per l’appunto. Un lavoro ragionato e unico.

© Takumi Ota

© Takumi Ota

© Takumi Ota

© Takumi Ota

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Renzo Piano fa castelli di sabbia.

Il caldo ci sa un po’ a tutti alla testa. Quindi è inevitabile che anche i più importanti architetti al mondo diano il matto nell’afa estiva. Renzo Piano lo zio architetto che tutti noi vorremmo, ha messo la faccia in un nuovo progetto internazionale, al quale tutti possiamo partecipare tramite in opensource. I castelli di sabbia. Piano ha infatti spiegato nel dettaglio come realizzare un perfetto castello di sabbia, e se non lo sa fare lui… figuriamoci! Regole fondamentali sono: sapere che si tratta di una costruzione temporanea; Studiare le onde per valutare la posizione adatta per le fondazioni; scavare nella sabbia umida; usare le mani; la montagna centrale deve essere inclinata di 45° e i canali non più profondi di 30 cm; connetti i canali al mare; lascia defluire per 15 minuti; metti una bandierina in cima. Si lo ha detto sul serio… è una intervista del Guardian.

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Infinite bridge.

Un ponte che non va sa nessuna parte, che non porta su un’altra sponda bensì su quella da cui siamo partiti. Un molo dove non possono attraccare barche, ma si può solo camminare. Questo è “Infinite bridge” un opera dello studio danese Gjøde & Povlsgaard Arkitekter, che ha creato un molo, o un ponte, circolare, sospeso sul mare per l’edizione di Sculpture by the sea 2015. Con un diametro di 60 metri il ponte serve come simbolo di unione tra terra e mare e tra passato e presente.

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La vendetta dei vermi.

Le opere dello studio svizzero Bureau A sono esempio di quello che è stato sin dall’inizio il fondamento di questo blog, la fusione tra le categorie che l’accademia ci insegna a distinguere. “The revenge of the worms” è un opera dalla poesia travolgente e drammatica, una casa per uccelli di vetro piena di terra e vermi, cove l’uccellino non può entrare perché i fori sono troppo piccoli e dove i vermi possono scegliere di non morire. Come studiare lo spazio? Come capire quali siano le dinamiche della vita biologica, fondamento e causa di un progetto? Sperimentando.

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Sette serie sette.

BIG

Zaha Hadid

Neri & Hu

Jun Igarashi

Jean Nuovel

Snøhetta

Carlos Ott & Carlos Ponce de León

In occasione del sessantesimo anniversario della Serie 7 di Arne Jacobsen, sette archistar tra cui, Zaha  Hadid e BIG, sono state invitate a realizzare una loro versione della famosa scocca prodotta da Fritz Hansen. Dire che tutte queste versioni sono riuscite sarebbe davvero molto molto gentile, e noi non siamo così buoni.

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Lowline? Lo decide kickstarter.

Dopo la Highline new york si appresta a realizzare la Lowline, ovvero un parco sotterraneo, proposta che aveva visto la luce già nel 2011. Ora però per capire se la cosa si da fare oppure no è statà iniziata una campagna su Kickstarter per finanziare il progetto. Inutile dire che questa si che è una innovazione. Vuoi un opera unica nella tua città? Dimostracelo. Ovviamente i soldi la gente li mette comunque, ma questo modo nuovo di interloquire con gli utenti è giusto e coerente con i tempi, e soprattutto con l’idea di questa opera. Kickstarter arriverà presto anche in italia, non che ci manchino ora queste piattaforme, ma sicuramente lei è la più rilevante. Evolveremo anche noi?

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Vacanza nella fontana.

Sta arrivando il caldo vero, quello che non ti lascia dormire e ti fa appiccicare alla sedia. Per combattere la calura molti si avvicinano all’acqua ma non è una soluzione agibile per tutti. Così le fontane cittadine possono essere un buon pretesto per cercare del refrigerio. LIKEarchitects ha pensato che però queste fontane non sono attrezzate per accogliere i “bagnanti” serve un intervento! “Fountain hack” è una iniziativa divertente ed ironica, a Guimarães in Portogallo,  che sfrutta le fontane e le allestisce con sdrai e ombrelloni.

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Ora Google sa disegnare.

La grande Google sta lavorando da tempo sull’intelligenza artificiale e alcuni passi avanti sono stati fatti. Tra questi ora possiamo annoverare il fatto che Google in persona, o meglio in algoritmo, ha imparato a disegnare. Da tempo infatti Google è capace di riconoscere immagini che gli utenti caricano, ed ora è in grado anche di generarle mescolano insieme tutte le immagini che riesce a trovare su un determinato argomento. La cosa però è parecchio strana perché quando sa cosa sta cercando va tutto bene, ma quando cerca cose più articolate tutto diventa molto più strano… decisamente strano… La ricerca per “cielo” per esempio risulta molto singolare… quantità di piccioni inquietanti compaiono fusi con le nuvole.

L’urlo di Munch sembra un labrador… e questa vista amena sembra un incubo.

L’albero rosa venuto dall’inferno e il cavaliere foca.

 

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La casa che tutti vogliono.

Tham & Videgårdche neanche a dirlo sono svedesi, hanno pensato a una cosa… si sono chiesti: Riusciamo a progettare una casa che tutti vogliono (il tutti è relativo alla Svezia per ora)?… la risposta è ovviamente si e per farlo hanno usato un sistema informatico per elaborare le ricerche fatte da milioni di utenti su un sito di immobili. Una volta raccolti questi dati sono stati elaborati appunto e sono state individuate le caratteristiche che gli utenti vogliono per la loro casa. Così gli architetti si sono messi a lavoro, con lo scopo di progettare una casa pre-fabbricata che avesse tutte queste peculiarità, ed il risultato è questo:

Questa casetta è quello che la gente vuole, una cucina molto luminosa a doppia altezza, un soggiorno confortevole grandi finestre, una bagno dalle linee essenziali e una terrazza da usare tutto l’anno. La cosa meravigliosa di questo progetto è ovviamente la ricerca. Magari sono in realtà pochi quelli che vorrebbero comprare una casa così, ma il processo di design è senza dubbio innovativo e notevole. Che dite, vediamo questa casa? Toglietevi le scarpe!

 

 

 

 

 

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Lago intelligente.

Lago si butta a capofitto nel campo del IOT (internet of things), progettando la prima serie di quella che definisce “talking furniture” ovvero mobili che parlano… tramite uno smartphone ovviamente, altrimenti sarebbe molto strano e dovremmo fare dei controlli medici. Lago ha integrato un chip NFC nei mobili che possono essere interrogati da smartphone dotati da antenne NFC per l’appunto. I mobili potranno contenere informazioni ma soprattutto fornire contenuti unici, immaginiamo un tavolo da pranzo che offre idee per il dolce del dopocena o un mobile da bagno che ti spiega gli ultimi trend sul trucco… Utile? Ancora non lo sappiamo! Ma avete idea di quante cose che usiamo oggi erano ritenute inutili quando sono state proposte? Un plauso a Lago la ricerca continua!

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